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Diritti d’autore nella musica: come guadagna chi scrive canzoni

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Esecuzione, riproduzione, sincronizzazione e stampa: chi incassa ogni diritto in Italia, quota dell’editore, borderò dei concerti e i passi per iniziare.

Cantautrice al tavolo della cucina che controlla con un evidenziatore dei rendiconti stampati dei diritti d’autore, con la custodia di una chitarra sullo sfondo

Una canzone registrata guadagna attraverso due diritti separati: l’opera (testo e musica) e il master (la registrazione). L’opera genera quattro tipi di incasso. I diritti di esecuzione e comunicazione al pubblico arrivano quando la canzone passa in radio, in TV, in un locale, in un concerto o in streaming. I diritti di riproduzione meccanica arrivano quando viene copiata in uno stream, un download, un CD o un vinile. I compensi di sincronizzazione arrivano quando la usano un film, una serie, uno spot o un videogioco, e quelli di edizione dagli spartiti. In Italia esecuzione e riproduzione le incassa di norma la SIAE, se sei iscritto e hai depositato l’opera; sincronizzazione e stampa si negoziano fuori dalla SIAE. Il master te lo paga il distributore. Questa guida segue le fonti ufficiali al 28 settembre 2026; non è una consulenza legale.

DirittoQuando nasceChi incassa in ItaliaChi viene pagato
Esecuzione e comunicazione al pubblicoRadio, TV, concerti, locali e negozi, streamingSIAEAutori ed editori
Riproduzione meccanicaStream, download, CD e vinileSIAEAutori ed editori
SincronizzazioneFilm, serie, spot, videogiochi, video onlineSi negozia con l’editore o con teSecondo la licenza
Edizione a stampaSpartiti e testi stampatiL’editoreSecondo il contratto di edizione
MasterStream, download, vendite, radioDistributore o etichetta; diritti connessi: SCF per i produttori, NUOVOIMAIE per gli artistiArtista, etichetta e musicisti

I due diritti di una canzone registrata

La guida su come tutelare una canzone con la SIAE spiega perché la composizione e la registrazione sono due opere diverse, con proprietari diversi. Qui seguiamo i soldi che genera ciascuna.

L’esempio di tutta la guida: Sara e Luca scrivono insieme «Acqua di ottobre» e firmano uno split sheet 50/50. Sara la canta, la registra in casa, paga tutto lei e la pubblica tramite un distributore, senza etichetta e senza editore. Tutti e due sono iscritti alla SIAE. La canzone è di entrambi; il master è solo di Sara. Ogni ascolto in streaming mette in moto due pagamenti: uno per il master, che arriva a Sara tramite il distributore, e uno per l’opera, che arriva a Sara e a Luca tramite la SIAE, se l’hanno depositata.

I quattro incassi di una composizione

  1. Esecuzione e comunicazione al pubblico. Nascono ogni volta che la canzone arriva al pubblico: radio, TV, concerti, locali, palestre, negozi e piattaforme di streaming. La sezione Musica della SIAE gestisce i diritti di esecuzione pubblica, diffusione e comunicazione al pubblico delle opere dei suoi iscritti, e negozia licenze con piattaforme come YouTube, Spotify, Apple Music, Facebook, Instagram e TikTok. Nei documenti SIAE trovi spesso la sigla DEM, diritti di esecuzione musicale.
  2. Riproduzione meccanica. Nasce quando l’opera viene fissata o copiata: CD, vinili, download e la copia che ogni stream comporta. Anche questa la gestisce la SIAE; la sigla è DRM, diritti di riproduzione meccanica.
  3. Sincronizzazione. Mettere una canzone sotto le immagini richiede una licenza negoziata caso per caso, e la SIAE lo dice chiaramente: la sezione Musica non gestisce i diritti di sincronizzazione. La licenza per l’opera la concedi tu o il tuo editore; una seconda licenza, per il master, la concede chi possiede la registrazione. Quando il film o la serie vanno in onda, generano poi diritti di esecuzione.
  4. Edizione a stampa. Spartiti e testi stampati. Anche la riproduzione a stampa resta fuori dalla sezione Musica della SIAE: la regola il contratto con l’editore.

Per un cantautore indipendente, i primi due incassi sono quasi tutto, e dipendono tutti e due dal deposito dell’opera.

Quota d’autore e quota dell’editore: perché il 50/50 non è una regola italiana

Online leggerai spesso che i diritti si dividono «50/50 tra autori ed editore». È la convenzione delle società statunitensi come ASCAP e BMI, dove i diritti di esecuzione si dividono in una quota dell’autore (writer’s share) e una dell’editore (publisher’s share). In Italia non c’è una metà fissa da dare a qualcuno: le quote le dichiarano gli aventi diritto quando depositano l’opera in SIAE.

  • Opera senza editore. Autori e compositori si dividono il 100% come hanno concordato. Se Sara e Luca non hanno un editore, tutto quello che l’opera genera in SIAE è loro, 50/50 come sullo split sheet.
  • Opera con editore. L’editore diventa avente diritto e la sua quota dipende dal contratto di edizione. Dal 12 gennaio 2026 il nuovo sistema di deposito della SIAE registra le quote in percentuale anche per i diritti di esecuzione, che prima si esprimevano in ventiquattresimi (12/24 diventa 50%), integra la «catena del diritto», cioè i rapporti tra tutti gli aventi diritto, ed elimina le quote minime per le elaborazioni e per la riproduzione meccanica.

Il 50/50 di Sara e Luca non è quindi una regola: è la divisione tra coautori, cioè quello che scrivete nello split sheet. Il modello di split sheet gratuito controlla che il totale faccia 100% e ti dà un foglio da firmare.

Con un editore, i conti dipendono dall’accordo. In un contratto di edizione tradizionale l’editore diventa titolare di una parte dei diritti e, in cambio, lavora la canzone: la propone per sincronizzazioni e cover, la promuove e ne segue gli incassi all’estero. In una co-edizione tieni tu una parte della quota editoriale. In un contratto di amministrazione resti proprietario e paghi una commissione a chi registra e incassa per te. Prima di firmare, leggi durata, territorio e percentuali, e fallo vedere a un avvocato esperto di musica.

Chi incassa cosa: la mappa dei soldi

Il percorso di un ascolto in streaming di «Acqua di ottobre» in Italia:

  1. Il master: la piattaforma paga il distributore di Sara, che paga lei secondo le sue condizioni.
  2. L’opera: la piattaforma paga la SIAE in base alla licenza; la SIAE abbina gli ascolti all’opera depositata e paga Sara e Luca secondo le quote dichiarate. Da ottobre 2025 le royalty delle piattaforme di streaming e download vengono ripartite ogni tre mesi.
Uso di «Acqua di ottobre»OperaMaster
Ascolto in streaming in ItaliaSIAE, con la licenza della piattaformaDistributore
Passaggio in radio o in TVSIAEDiritti connessi: SCF per i produttori, NUOVOIMAIE per gli artisti
Sara la suona dal vivo in un localeSIAE, se la canzone compare nel borderò della serataNiente: non si usa nessuna registrazione
Un film indipendente la usaCompenso di sincronizzazione concordato con Sara e LucaCompenso per l’uso del master concordato con Sara

Sul lato del master, SCF si presenta come la società di riferimento dell’industria discografica per raccogliere e distribuire i diritti connessi dei produttori, e il NUOVOIMAIE raccoglie e distribuisce agli artisti interpreti l’equo compenso e la quota audio della copia privata. Sara, che è sia l’interprete sia la produttrice della registrazione, guarda da tutti e due i lati; Luca, che ha solo scritto, no.

Cosa incassa il distributore e cosa no

Un distributore (DistroKid, TuneCore, CD Baby e gli altri) consegna la tua registrazione alle piattaforme e ti paga la parte del master. Non deposita la composizione in SIAE e, per impostazione predefinita, non incassa i tuoi diritti d’autore. Il centro assistenza di DistroKid è esplicito: può raccogliere i diritti della composizione solo se attivi il suo servizio separato, DistroKid Publishing, perché quei diritti li possono incassare solo editori, amministratori editoriali o l’autore stesso. La guida alla distribuzione musicale ti aiuta a sceglierne uno.

Tra te e la SIAE possono esserci due figure:

  • L’editore musicale diventa titolare o contitolare della tua parte secondo il contratto, incassa la sua quota e lavora la canzone: sincronizzazioni, cover, incassi all’estero.
  • L’amministratore editoriale non prende la proprietà. The MLC, l’ente statunitense dei diritti meccanici, lo definisce come un soggetto che svolge molti dei compiti amministrativi di un editore per conto dei suoi clienti. In pratica registra le tue canzoni presso le società di tutto il mondo e incassa la parte editoriale in cambio di una commissione. Songtrust, per esempio, descrive il suo servizio come amministrazione editoriale che ti fa incassare in tutto il mondo senza cedere i tuoi diritti.

Nessuno dei due è obbligatorio. Da iscritto alla SIAE incassi i tuoi diritti senza intermediari. Se sei già iscritto, prima di firmare con un servizio di publishing chiedi come si combina con il mandato che hai dato alla SIAE.

Perché nessuno può darti una tariffa per stream

Le tabelle che promettono «X centesimi a stream» non reggono, e le piattaforme lo dicono. Spotify spiega che non paga le royalty agli artisti in base a una tariffa per ascolto: dopo tasse e commissioni, la quota di ogni avente diritto si calcola sullo streamshare, cioè la proporzione degli ascolti del mese che è andata alla musica che controlla, con un monte separato per ciascun mercato.

Quanto guadagna «Acqua di ottobre» per 1.000 ascolti dipende da:

  • Il Paese e il prezzo dell’abbonamento lì.
  • Il piano: gratuito con pubblicità o a pagamento.
  • La tua quota di tutti gli ascolti della piattaforma in quel mese.
  • I tuoi contratti: le condizioni del distributore sul lato del master e, sul lato dell’opera, le regole di ripartizione della SIAE e le quote dichiarate.

Contano anche le soglie. Da aprile 2024 un brano su Spotify deve avere almeno 1.000 ascolti negli ultimi 12 mesi per entrare nel monte royalty della musica registrata. Spotify precisa che la soglia vale solo per le royalty della registrazione, non per quelle editoriali.

L’unico numero affidabile è il tuo: prendi un rendiconto e dividi l’importo per gli ascolti, piattaforma per piattaforma e Paese per Paese. È la tua media di quel periodo, e cambierà con il rendiconto successivo. Confrontala con i tuoi rendiconti, non con quelli degli altri.

Come iniziare a incassare da autore indipendente

In Italia:

  1. Firma uno split sheet il giorno stesso in cui scrivete: nomi anagrafici, chi ha fatto cosa e le percentuali. Il modello di split sheet controlla che il totale faccia 100%.
  2. Iscriviti alla SIAE. Sotto i 30 anni è gratis; oltre, le quote cambiano se scegli di essere associato o mandante. La guida su come tutelare una canzone con la SIAE spiega ogni passaggio e i costi.
  3. Deposita ogni opera prima dell’uscita, dall’app SIAE+ o dal Portale Autori Editori, con tutti gli aventi diritto e le stesse percentuali dello split sheet firmato. Per gli iscritti il deposito è gratuito.
  4. Dai al distributore i dati giusti: il nome anagrafico degli autori e un ISRC per ogni traccia. Devono coincidere con quelli dell’opera depositata.
  5. Se sei l’interprete, iscriviti al NUOVOIMAIE. L’iscrizione è gratuita, e per avere diritti connessi basta aver partecipato, in un ruolo primario o da comprimario, a una registrazione musicale diffusa pubblicamente.
  6. Fai compilare il borderò di ogni concerto. Il borderò, o programma musicale, è l’elenco di tutti i brani eseguiti durante un evento, e serve alla SIAE per sapere quali opere pagare. L’organizzatore chiede la licenza e assegna il borderò al direttore dell’esecuzione, cioè l’artista, il DJ o il membro della band che lo compila con l’app gratuita mioBorderò o dal portale; per i concerti l’organizzatore ha 7 giorni per convalidarlo e inviarlo. La scaletta che prepari per la serata è già la lista che ti serve.
  7. Leggi ogni rendiconto. Controlla che ogni canzone compaia con le quote giuste e segnala subito quello che manca.

Nella Svizzera italiana la società degli autori è la SUISA; la guida sul deposito riassume come ci si iscrive.

ISRC e ISWC: i due codici che collegano i soldi

  • ISRC (International Standard Recording Code) identifica una registrazione. L’agenzia internazionale dell’ISRC dice che permette di identificare in modo univoco e permanente registrazioni sonore e videoclip. Ha 12 caratteri, può assegnarlo chiunque produca registrazioni e molti distributori lo assegnano al caricamento. Un remix, una versione acustica e il videoclip hanno ciascuno il proprio.
  • ISWC (International Standard Musical Work Code) identifica la composizione, con un numero come T-034.524.680-1. Non devi chiederlo: le opere nuove lo ricevono in automatico quando vengono registrate presso un’agenzia di registrazione, di solito una società di gestione collettiva, purché i dati includano il numero IPI e il ruolo di ogni autore.

Dietro un solo ISWC possono esserci dieci ISRC: la versione in studio, quella acustica, il remix, la cover di un’altra band. Quando i due codici sono collegati nelle banche dati, i soldi di ogni registrazione trovano l’opera e gli autori giusti.

Errori frequenti

  • Non depositare l’opera. Per ricevere i diritti dalla SIAE devi essere iscritto e aver depositato la canzone. Fallo prima dell’uscita.
  • Quote sbagliate o diverse. 60/40 sullo split sheet e 50/50 nella dichiarazione SIAE creano contestazioni e ritardi. Copia ovunque i numeri firmati.
  • Dimenticare il borderò. Se la canzone non compare nel programma musicale della serata, la SIAE non sa che l’hai suonata.
  • Confondere il distributore con un editore. Il distributore paga il master. I diritti d’autore arrivano dalla SIAE, oppure tramite un editore o un amministratore.
  • ISRC e ISWC mancanti o non collegati. Gli ascolti di una registrazione rischiano di non essere abbinati all’opera.
  • Firmare un contratto di edizione senza leggerlo. Stabilisce la quota dell’editore, la durata e il territorio; fallo vedere a un avvocato esperto di musica.

Dove entra Zoundroom: i dati dei diritti di ogni canzone in un progetto

Depositare una canzone, compilare il modulo di un distributore o rispondere a un editore chiedono sempre gli stessi dati. In Zoundroom ogni canzone è un progetto che contiene le sue registrazioni, i testi, le note e i file, con lo stesso account su iOS, Android e web. Per «Acqua di ottobre», Sara tiene nel progetto il master definitivo e il testo finale, più una nota dei crediti con chi ha scritto cosa, le quote dichiarate in SIAE, i numeri IPI, l’ISRC del singolo e l’ISWC quando viene assegnato. Lo split sheet firmato con Luca e la conferma del deposito entrano come file. Luca, invitato nel progetto, vede le stesse versioni e gli stessi numeri. Quando un rendiconto sembra basso, tutto quello che serve per chiedere spiegazioni è già lì. Zoundroom non incassa diritti: non è una società di gestione, un editore o un distributore, e non deposita le canzoni al posto tuo. Guarda come organizzare i progetti musicali in Zoundroom.

Domande frequenti

Quanto guadagna un autore per ogni stream?

Non c’è una tariffa fissa. Le piattaforme pagano una quota dei ricavi in base allo streamshare, mercato per mercato, e la parte dell’opera si divide ancora tra esecuzione e riproduzione, editori e coautori. Per conoscere la tua cifra, dividi quello che ti pagano i rendiconti per il numero di ascolti, per piattaforma e per Paese.

Serve un editore per incassare i diritti d’autore?

No. Iscriviti alla SIAE e deposita le tue canzoni: senza editore, tutto quello che l’opera genera in SIAE va agli autori secondo le quote dichiarate. Un editore si guadagna la sua quota lavorando la canzone: sincronizzazioni, cover, incassi all’estero.

Che differenza c’è tra la SIAE e un distributore?

Il distributore mette la tua registrazione sulle piattaforme e negli store e ti paga per il master. La SIAE concede le licenze per l’opera a emittenti, locali e piattaforme e paga i diritti d’autore ad autori ed editori. Ti servono tutti e due, e se sei anche l’interprete c’è il NUOVOIMAIE per i diritti connessi.

Quando paga la SIAE?

Per lo streaming e i download, da ottobre 2025 la SIAE ripartisce le royalty ogni tre mesi. Gli altri utilizzi, come concerti, radio e TV, seguono le ordinanze di ripartizione che la SIAE pubblica sul suo sito per ogni anno. Per un concerto conta il borderò compilato e inviato: è da lì che la SIAE sa quali opere sono state eseguite.

Fonti

Pagine della SIAE, di SCF e del NUOVOIMAIE consultate il 28 settembre 2026; le altre il 27 settembre 2026.