Scrivere un musical e le sue canzoni (anche a scuola)
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Scrivere un musical canzone per canzone: i tipi di canzone, dalla scena alla canzone con un esempio originale, un modello e un piano per il musical a scuola.
Per scrivere una canzone per un musical parti dalla storia, non dalla melodia. Cerca il momento in cui quello che prova il personaggio non sta più in un dialogo, decidi che cosa vuole e che cosa sarà cambiato all’ultima nota, e scrivi la canzone in modo che la scena vada avanti mentre la si canta. Quasi tutte le canzoni del teatro musicale appartengono a pochi tipi: il numero d’apertura presenta il mondo, la canzone «io voglio» dichiara l’obiettivo del protagonista all’inizio del primo atto, le canzoni comiche e le ballate mostrano i personaggi, la reprise riporta una melodia con un senso nuovo e il finale chiude la storia. Scrivi un testo che si capisce al primo ascolto, con la voce del personaggio e rime pulite, e registra una demo semplice voce e pianoforte perché il cast possa impararla. Scrivere un musical vuol dire proprio questo: una canzone alla volta.
Qui trovi: che cosa fa ogni tipo di canzone (con spettacoli da studiare), un metodo passo per passo dalla scena alla canzone, una canzone «io voglio» originale nata da una scena, una scheda da copiare, le regole di un testo che arriva in platea, come dividere il lavoro con il librettista e il compositore, le demo per le prove, un piano di 12 settimane per un musical a scuola o con una compagnia amatoriale e i diritti da verificare quando una scuola usa canzoni che esistono già.
Che cosa fa una canzone in un musical
Nel pop la canzone è tutto l’evento. In un musical è una parte della scena, e mentre dura deve succedere qualcosa. Ogni numero svolge almeno uno di questi tre compiti:
- Fa avanzare la storia. Una decisione, un piano, una confessione, un litigio: alla fine della canzone la situazione non è più quella dell’inizio.
- Mostra che cosa vuole o prova il personaggio, in un modo che il dialogo non può. I personaggi cantano quando parlare non basta più.
- Presenta il mondo e il tono. Dove siamo, che tipo di spettacolo è e quali regole ha.
Un test veloce per ogni canzone del tuo spettacolo: toglila e rileggi la scena senza. Se non manca niente, la canzone non sta ancora facendo il suo lavoro. L’altro test è la svolta: il personaggio deve uscire dalla canzone un po’ diverso da come ci è entrato, anche se il cambiamento è solo una decisione.
L’Italia ha la sua tradizione di commedia musicale, da Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini, con le musiche di Armando Trovajoli, al Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Gli stili vanno dalla canzone al pop, al rock e all’hip hop, come ha dimostrato Hamilton. Scrivi nello stile che chiede la tua storia, ma scrivi una canzone che appartenga a un personaggio in un momento preciso.
I tipi di canzone in un musical: apertura, canzone «io voglio» e altri
| Tipo | Dove si trova di solito | Che cosa fa | Spettacoli da studiare |
|---|---|---|---|
| Numero d’apertura | I primi minuti | Presenta il mondo, il tono e i protagonisti; promette di che cosa parla lo spettacolo | Into the Woods («Prologue: Into the Woods»), Hamilton («Alexander Hamilton») |
| Canzone «io voglio» (I want song) | All’inizio del primo atto | Il protagonista dice l’obiettivo che muove tutta la storia | La sirenetta («Part of Your World»), Hamilton («My Shot») |
| Canzone comica | In qualunque momento, spesso dopo una scena tesa | Fa ridere o rende simpatico un personaggio; le battute cadono sulla rima | West Side Story («Gee, Officer Krupke») |
| Ballata | Nei picchi emotivi | Un personaggio da solo con quello che prova, o un duetto d’amore; più lenta, con spazio per la voce | Les Misérables («On My Own») |
| Reprise | Più avanti | Torna una melodia già sentita con un altro testo o un altro interprete, e si sente che cosa è cambiato | Molti spettacoli riprendono così la canzone «io voglio» |
| Finale del primo atto | Prima dell’intervallo | Alza la posta e lascia una domanda aperta per l’intervallo | Les Misérables («One Day More») |
| Numero delle undici (eleven o’clock number) | Verso la fine del secondo atto | Il grande numero vicino al culmine, spesso la risposta alla canzone «io voglio» | Gypsy («Rose’s Turn») |
| Finale | L’ultimo numero | Risolve la storia e spesso riprende melodie precedenti | Ascolta come finiscono i tuoi musical preferiti |
I titoli sono quelli delle versioni originali di Broadway e di Londra.
Come scrivere un numero d’apertura. In pochi minuti deve rispondere a tre domande: dove siamo, di chi è questa storia e che tipo di serata ci aspetta (comica, cupa, epica, intima). Scrivi queste tre promesse prima del primo verso e controlla che l’apertura le mantenga tutte. Molti autori la abbozzano presto e la riscrivono alla fine, quando sanno che cosa è diventato lo spettacolo.
Come scrivere una canzone «io voglio». Il desiderio deve essere concreto e attivo: non «voglio essere felice», ma «voglio fare il provino in città sabato». Arriva presto, così il pubblico ha un obiettivo da seguire, e nomina un ostacolo, così il pubblico si preoccupa. Playbill descrive il numero delle undici come, spesso, la risoluzione della canzone «io voglio» del primo atto: pensale insieme.
Come scrivere una canzone per un musical, passo per passo
È il metodo dalla scena alla canzone. Funziona sia che tu scriva il testo, la musica o tutti e due.
- Scrivi prima la scena in prosa. Chi c’è, che cosa è appena successo, che cosa vuole il personaggio e che cosa nasconde. Basta mezza pagina.
- Trova il momento della canzone. Cerca il punto in cui parlare smette di funzionare: una decisione, un segreto che viene fuori, un piano che nasce. Con il tuo gruppo di lavoro, ripassa il copione e segna questi punti: lì vanno le canzoni.
- Riassumi la canzone in una frase. «[Personaggio] vuole [obiettivo], ma [ostacolo]; alla fine, [che cosa cambia].» Se non riesci a completare l’ultima parte, la canzone non ha ancora una svolta.
- Scegli il tipo e a chi si canta. È una canzone «io voglio», una comica, un duetto? Il personaggio canta a sé stesso, a un altro personaggio o al pubblico?
- Prendi il titolo dalle parole del personaggio. Una frase breve che direbbe davvero, che può tornare più volte e voler dire una cosa diversa ogni volta.
- Fai seguire la storia alla struttura. Una forma affidabile: la strofa 1 presenta la situazione, il ritornello dice il desiderio, la strofa 2 aggiunge l’ostacolo, il bridge è la svolta e l’ultimo ritornello torna cambiato. Il teatro musicale usa anche la forma AABA e canzoni senza ritornello che ritorna; la guida alla struttura di una canzone le confronta, e il pianificatore di struttura ti aiuta a ordinare le sezioni e le battute.
- Scrivi la battuta d’entrata e la chiusa. La battuta d’entrata è l’ultima frase parlata prima della musica; la chiusa (il button) è l’ultimo verso o l’ultimo accordo che dice al pubblico che la canzone è finita e lascia spazio all’applauso.
- Fai una bozza e cantala a tempo. Se componi anche tu, canticchia i versi finché una melodia non rispetta i loro accenti naturali; la guida per mettere in musica un testo spiega il metodo. Se compone un’altra persona, mandale il testo con la frase riassunto in cima.
- Provala dentro la scena. Leggi la scena ad alta voce, canta o fai partire la demo e continua a leggere. Togli dal dialogo quello che dice già la canzone, e dalla canzone quello che la scena ha già mostrato.
Esempio: una canzone «io voglio» nata da una scena in panetteria
Uno spettacolo e una canzone scritti per questo articolo.
Lo spettacolo. Sara, 17 anni, lavora prima di scuola nella panetteria di suo padre, in un paese di mare. Vuole fare il provino per una scuola di musica in città, a due ore di treno. Il padre non riesce a mandare avanti il forno da solo, e non le chiederebbe mai di restare.
La scena. Le cinque del mattino. Il padre esce per le consegne. Il modulo d’iscrizione al provino è in un cassetto da mesi. Ogni mattina, alle 5:40, il treno per la città passa dietro la panetteria.
La canzone in una frase. Sara vuole prendere il treno delle 5:40 per il provino, ma ha paura di lasciare solo il padre; alla fine decide di spedire il modulo.
Tipo e titolo. Una canzone «io voglio», che Sara canta a sé stessa. Titolo: «Cinque e quaranta», il treno che sente ogni giorno, un’immagine concreta che contiene tutto il suo desiderio.
| Nella scena | Nella canzone |
|---|---|
| La routine del padre e la sua ultima battuta | Strofa 1: immagini brevi e ripetute di ogni mattina |
| Il treno che sente ogni giorno | Il titolo e il ritornello |
| Il padre non ce la fa da solo | Strofa 2: l’ostacolo, attraverso il suo carattere |
| Il modulo nel cassetto | Il bridge e il gesto che fa girare la scena |
La battuta d’entrata, il testo e la chiusa:
PAPÀ: Prima la segale, poi le focacce. Come sempre.
(Esce. Un treno fischia in lontananza.)
SARA: Come sempre.
STROFA 1 (la situazione)
Sono le cinque, il forno canta,
prima la segale, poi le focacce;
papà col furgone fa il suo giro:
stessa strada, stesse facce.
E alle cinque e quaranta, puntuale,
passa il treno per la città, sempre uguale.
RITORNELLO (il desiderio)
Cinque e quaranta, portami via,
un biglietto e una canzone:
due ore di binari, e la voce mia
avrà la sua occasione.
STROFA 2 (l’ostacolo)
Chi impasta se me ne vado?
Chi mette da parte il pane alla signora Rina?
Papà non mi direbbe mai «resta»:
impasterebbe più piano, ogni mattina.
BRIDGE (la svolta)
Il modulo è chiuso nel cassetto,
da marzo, tra le bollette del gas;
«la settimana prossima», prometto,
ma la settimana prossima non c’è mai.
(Tira fuori il modulo dal cassetto.)
ULTIMO RITORNELLO (che cosa è cambiato)
Cinque e quaranta, oggi no,
ma tienimi da parte una canzone:
la busta parte oggi, e sabato andrò
a prendermi la mia occasione.
CHIUSA: fuori suona il clacson del furgone. Lei nasconde la busta
nel grembiule e prende la teglia. Ultimo accordo.
E una reprise per il secondo atto, quando il padre la accompagna in stazione e canta la melodia di lei con parole sue:
Cinque e quaranta, portala via,
al forno ci penso io:
due ore di binari, bambina mia,
e non è un addio.
Che cosa fa ogni scelta:
- Il titolo è qualcosa che sta in scena, un treno vero con un orario vero, non «il mio sogno». Ogni volta che torna, il pubblico ricorda che cosa vuole lei.
- La strofa 1 è routine di proposito. «Stessa strada, stesse facce» fa sentire il giro sempre uguale di ogni mattina, e per questo il ritornello suona come una fuga.
- L’ostacolo è una persona, non un cattivo. «Impasterebbe più piano, ogni mattina» descrive il padre in poche parole e spiega perché andarsene è così difficile.
- Il bridge è la svolta. Sara si accorge che «la settimana prossima» non arriva mai, e la didascalia trasforma il pensiero in un gesto.
- L’ultimo ritornello mantiene la melodia e cambia il testo: il pubblico sente la decisione senza che nessuno la spieghi.
- Le rime sono perfette e cadono sulle sillabe accentate (focacce/facce, puntuale/uguale, canzone/occasione, Rina/mattina, no/andrò), facili da cogliere al primo ascolto.
- La reprise dà la melodia di Sara al padre. È la musica stessa a raccontare quanta strada hanno fatto tutti e due.
Modello: la scheda di ogni canzone dello spettacolo
Compilane una prima di scrivere ogni canzone e dalla a tutti quelli che ci lavorano.
SCHEDA CANZONE
Spettacolo: Atto / scena: Canzone n.:
Titolo:
Tipo: apertura / «io voglio» / comica / ballata / duetto / reprise / finale
Chi canta: A chi:
Prima della canzone, il personaggio…
La canzone in una frase: ___ vuole ___, ma ___; alla fine, ___
Che cosa scopre il pubblico che il dialogo non ha detto:
Battuta d’entrata (ultima frase parlata):
Chiusa (ultimo verso, ultimo gesto, ultimo accordo):
Struttura: strofa 1 = situazione ritornello = desiderio strofa 2 = ostacolo
bridge = svolta ultimo ritornello = che cosa è cambiato
Parole chiave da mettere su note lunghe:
Rime (sillabe accentate):
Estensione dell’interprete: nota più grave ___ più acuta ___ Tonalità: Tempo:
Demo: voce e pianoforte v__ (data) Basi per le prove: accompagnamento / voci
Reprise più avanti? Dove, e con quale testo nuovo:
Un testo che si ascolta una volta sola: chiarezza, rima e voce del personaggio
A teatro il pubblico sente ogni verso una volta sola, alla velocità della scena, sopra un pianoforte o una band, mentre guarda gli attori muoversi. Nessuno può tornare indietro, e questo cambia il modo di scrivere.
- La chiarezza batte l’arguzia. Un’idea per verso, parole nell’ordine naturale e la parola importante su una nota lunga o acuta. Evita le inversioni dettate dalla rima: «alla stazione andar io devo» suona come un testo di canzone, non come una persona.
- Rime perfette, sulla sillaba accentata. Nel pop e nel rap le rime imperfette e le assonanze sono normali, ma sul palco, dove ogni parola è esposta, una rima zoppa può sembrare un errore, e i parolieri di teatro musicale preferiscono in genere la rima perfetta. La guida su come fare le rime nelle canzoni spiega la differenza.
- La battuta cade sulla rima. In una canzone comica costruisci il verso perché la parola in rima sia la battuta finale, e lascia un tempo dopo per la risata.
- Le parole sono del personaggio. Sara parla con le parole del suo mestiere: segale, forno, impastare, focacce. Un personaggio comico e chiacchierone può riempire ogni verso di rime interne; un bambino usa parole brevi e le ripete. Esercizio: scrivi la frase «me ne vado» per tre personaggi del tuo spettacolo e confronta lessico, lunghezza e ritmo.
- Metti gli accenti sul battere. Leggi il verso ad alta voce e controlla che le sillabe accentate cadano sui tempi forti; il contatore di sillabe ti aiuta a pareggiare i versi che condividono una melodia.
Cerca una rima perfetta per la parola che chiude il tuo verso:
Come lavorare con il librettista e il compositore
Un musical ha più autori, e spesso la stessa persona fa due lavori:
| Ruolo | Scrive | Domande tipiche |
|---|---|---|
| Librettista | La storia, le scene e i dialoghi | Dove vanno le canzoni? Che cosa può dire la canzone perché la scena non debba dirlo? |
| Paroliere | I testi delle canzoni | Che cosa vuole qui il personaggio? Qual è il titolo? |
| Compositore | La musica | Che tempo, che stile, che tonalità per questo interprete? |
| Direttore musicale o maestro collaboratore | Insegna le canzoni e suona alle prove | Quale tonalità va bene per il cast? Dove serve respirare? |
| Orchestratore o arrangiatore | Le parti strumentali, di solito più tardi | Quali strumenti, per quale formazione? |
Qualche abitudine che fa andare avanti il gruppo:
- Decidi con il gruppo dove vanno le canzoni partendo da una scaletta delle scene condivisa, e scrivi una scheda per ognuna.
- Scegli canzone per canzone se viene prima il testo o la musica. Le canzoni comiche nascono spesso dal testo; alcune grandi ballate nascono da una melodia.
- Sposta frasi dalla scena alla canzone e viceversa. Se lo dice la canzone, il librettista lo toglie dal dialogo.
- Commenta le demo al minuto e al secondo («a 1:12 la nota acuta cade su una parola debole») e conserva tutte le versioni.
- Mettiti d’accordo presto con gli altri autori, per iscritto, su crediti e quote: chi ha scritto che cosa e come si dividono gli incassi dello spettacolo. Il modello di split sheet, cioè l’accordo di ripartizione dei diritti, è un buon punto di partenza; non è una consulenza legale, e una produzione vera avrà bisogno di un contratto di collaborazione.
Le demo per le prove
Gli interpreti imparano le canzoni dalle registrazioni molto prima di vedere uno spartito: la demo fa parte della scrittura.
- Una demo voce e pianoforte per canzone, al tempo definitivo e nella tonalità dell’interprete. Nel teatro musicale le canzoni si adattano o si trasportano spesso sulla voce dell’attore: inserisci la sua estensione in in che tonalità cantare (il link si apre da La3 a Mi5) e fissa il tempo con il metronomo online con tap tempo.
- Una base solo accompagnamento, perché il cast si eserciti a casa cantandoci sopra.
- Una traccia per voce nei numeri d’insieme: la melodia, poi ogni linea dell’armonia suonata o cantata da sola.
- Una versione più lenta delle canzoni veloci o piene di parole per le prime prove.
- Nomi dei file chiari e uguali per tutti: numero, titolo, personaggio, versione e data, per esempio
05 Cinque e quaranta - Sara - voce e piano - v3.
Per registrazioni veloci, il registratore vocale online gratuito ha il conteggio iniziale e il clic, tiene più take con nome, le scarica in WAV e non carica mai il tuo audio.
Scrivere un musical a scuola o con una compagnia amatoriale: piano di 12 settimane
Un musical per la scuola, l’oratorio o una compagnia amatoriale segue le stesse regole, a misura del gruppo. Punta a 30–60 minuti con cinque-otto canzoni, scrivi numeri d’insieme perché cantino tutti, offri assoli a chi li vuole e tieni le melodie in un’estensione piccola se le voci sono giovani (la guida per scrivere una canzone per bambini dà le estensioni per età, e il test di estensione vocale misura quella di un solista in un minuto).
| Settimane | Che cosa si fa | Chi |
|---|---|---|
| 1–2 | Scegliere con il gruppo la storia e i personaggi; dividerla in sei-dieci scene; segnare dove vanno le canzoni | Tutti, guidati dall’insegnante o dal regista |
| 3–5 | Scrivere i testi in piccoli gruppi, uno per canzone, partendo dal ritornello; canticchiare e registrare le melodie | I gruppi, con un insegnante o un musicista che dà forma alle melodie |
| 6 | Registrare le basi per le prove: voce e pianoforte, e solo accompagnamento | Il responsabile musicale |
| 7–10 | Provare scene e canzoni; il cast si esercita a casa con le basi | Cast e regia |
| 11 | Prove complete; tagliare quello che si trascina | Tutti |
| 12 | Prova generale e spettacolo | Tutti |
Dividi la scrittura in modo che ogni studente abbia un lavoro vero: parolieri, un gruppo melodia, qualcuno che controlla la coerenza della storia e un gruppo per le registrazioni. Se nessuno compone, funzionano due strade: un testo nuovo su una melodia di pubblico dominio, oppure un musicista che mette in musica i testi della classe.
I diritti quando una scuola usa canzoni che esistono già
Queste sono informazioni generali, non una consulenza legale; le regole cambiano da paese a paese, quindi verifica le tue prima dello spettacolo.
- Le tue canzoni originali appartengono a chi le scrive. Conserva versioni datate e, se vuoi una tutela formale, la guida su come tutelare una canzone con la SIAE spiega le opzioni.
- Mettere in scena uno spettacolo che esiste già. La SIAE indica che, per usare opere teatrali protette in spettacoli di compagnie professionali o amatoriali, serve il Permesso Spettacoli e Trattenimenti e, prima ancora, l’autorizzazione degli aventi diritto (autori ed eredi, editori, concessionari) alla messa in scena, da chiedere con almeno due mesi d’anticipo sul debutto.
- Inserire canzoni famose nella tua storia significa rappresentarle dentro uno spettacolo: serve il permesso dei loro autori o editori.
- Un testo nuovo su una melodia famosa usa comunque la musica di un altro. Una melodia tradizionale di pubblico dominio è libera; un successo recente richiede un permesso, e la guida per fare una parodia di una canzone spiega quando.
- Filmare lo spettacolo e pubblicarlo online è un altro uso della musica. Controlla il permesso o chiedi prima di caricarlo.
Gli errori più comuni quando scrivi canzoni per un musical
- La canzone ripete la scena. Se il dialogo l’ha già detto, la canzone ha bisogno di un altro compito, oppure il dialogo va tagliato.
- Un desiderio vago. «Voglio qualcosa di più» non dà niente da seguire al pubblico; «voglio un posto sul treno delle 5:40» sì.
- Nessuna svolta. Il personaggio finisce la canzone esattamente dove l’ha cominciata.
- Arguzia che nessuno coglie. I giochi di parole fitti a tutta velocità si perdono in sala; rallenta o semplifica.
- Scrivere nella tua tonalità. Controlla l’estensione dell’interprete e scrivi per lui.
- Canzoni più lunghe della scena. Soprattutto con i bambini: togli una strofa prima di togliere una canzone.
- Niente battuta d’entrata né chiusa. Il pubblico non sa quando cominciare ad ascoltare né quando applaudire.
Dove entra Zoundroom: un progetto per ogni canzone dello spettacolo
Un musical accumula materiale in fretta: bozze delle scene, la scheda di ogni canzone, tre versioni di un ritornello, la demo voce e pianoforte del compositore, la tonalità di ogni interprete, le basi per le prove. In Zoundroom ogni canzone è un progetto che tiene insieme registrazioni, testi, note e file, quindi dai a ogni numero dello spettacolo il suo progetto. Incolla la scheda in una nota, scrivi il testo sotto e registra la melodia canticchiata o la prima take voce e pianoforte dentro quella nota, dal telefono o nel browser su app.zoundroom.com: l’audio finisce dove c’è il cursore, accanto alla strofa a cui appartiene. Aggiungi la scena come file PDF (con Pro) e importa nello stesso progetto la demo del compositore e le basi per le prove. Invita il compositore o il librettista (Free condivide con fino a 2 artisti; Pro con fino a 4 e aggiunge il feedback con marcatura temporale sul secondo esatto di una take, come «a 1:12 è troppo alta per Sara»), e un gruppo creativo può condividere un abbonamento Band fino a 7 membri. Auralis, l’assistente IA di Zoundroom, può proporti parole dello stesso campo semantico o un altro modo di dire un verso, solo come testo. Tieni chiari i limiti: Zoundroom non scrive spartiti né copioni, non genera audio, non ha strumenti virtuali né beat, e non è il posto dove mixi e masterizzi una registrazione del cast (per quello serve una DAW come GarageBand o BandLab). Il prossimo passo: crea un progetto per la tua canzone «io voglio», incolla la scheda in una nota e registra lì dentro il primo ritornello cantato. Guarda come funzionano note e testi con l’audio.
Domande frequenti
Come si scrive una canzone per un musical?
Parti da una scena. Trova il momento in cui il dialogo non basta, scrivi che cosa vuole il personaggio, che cosa glielo impedisce e che cosa cambia alla fine, e prendi il titolo dalle sue parole. Fai dire il desiderio al ritornello e il cambiamento all’ultimo ritornello, con un testo chiaro e rime perfette, e prova la canzone dentro la scena.
Che cos’è una canzone «io voglio»?
È la canzone, all’inizio del primo atto, in cui il protagonista dice al pubblico che cosa desidera di più. Dà alla storia la sua domanda e fa tifare il pubblico per lui. Verso la fine del secondo atto, il numero delle undici spesso le risponde.
Come si scrive un musical da zero?
Comincia dalla storia e dai personaggi, dividila in scene e segna i momenti che chiedono una canzone. Scrivi una scheda per ogni numero, parti dalla canzone «io voglio» e dall’apertura, e registra demo semplici per leggere le scene con la musica. Per una scuola, cinque-otto canzoni e uno spettacolo di 30–60 minuti sono una buona misura.
Viene prima il testo o la musica?
Funzionano tutte e due le strade, e molti gruppi cambiano da una canzone all’altra. Il testo prima è comune nelle canzoni comiche, dove le battute dettano il ritmo; la musica prima aiuta le ballate e i numeri di danza. L’importante è che i due autori condividano la scheda della canzone.
Una scuola può usare canzoni famose nel suo musical?
Non liberamente. Usare canzoni protette dentro uno spettacolo richiede il permesso dei loro autori o editori, anche per le compagnie amatoriali. Canzoni originali, melodie di pubblico dominio o uno spettacolo con i permessi in regola sono le strade più semplici.
Fonti
Tutte le pagine sono state consultate il 2 ottobre 2026.
- Playbill, «Celebrate the 11 O’Clock Number With These 25 Showstopping Songs» (8 luglio 2020): il numero delle undici come grande numero verso la fine dello spettacolo, spesso la risoluzione della canzone «io voglio» del primo atto, con «Rose’s Turn» di Gypsy tra gli esempi. playbill.com
- SIAE, «Rappresentazioni teatrali»: Permesso Spettacoli e Trattenimenti per le opere teatrali protette messe in scena da compagnie professionali o amatoriali, autorizzazione preventiva degli aventi diritto alla messa in scena e richiesta almeno due mesi prima del debutto. siae.it