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Come scrivere una strofa (e la seconda strofa), con esempi audio

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La strofa porta scena, dettagli e tensione perché il ritornello arrivi. Ascolta strofa e ritornello, segui due strofe svolte e cura la sindrome della seconda.

Cantautore alla scrivania che cancella e riscrive versi su un quaderno, con una chitarra appoggiata al tavolo nella luce del tardo pomeriggio

La strofa dà a chi ascolta la scena, i dettagli e la tensione che fanno arrivare il ritornello. Il ritornello dice l’idea della canzone e la ripete; la strofa mostra cosa sta succedendo: chi, dove, quando e cosa fa qualcuno. Dal punto di vista musicale, una strofa di solito sta più in basso del ritornello, mette più parole in ogni battuta e si ripete meno. La seconda strofa usa la stessa melodia della prima, ma non ne ripete mai le informazioni. Fa avanzare il tempo, mostra una conseguenza o cambia prospettiva, così lo stesso ritornello significa di più la seconda volta.

Per scriverne una, scegli un solo momento, elenca cinque dettagli concreti e scrivi quattro versi che finiscono sporgendosi verso il ritornello. Qui sotto puoi ascoltare il contrasto, seguire una canzone dalla bozza debole alla seconda strofa finita e scrivere la tua su un loop di accordi gratuito.

Strofa e ritornello: cosa fa ciascuno

StrofaRitornello
CompitoMostra la situazioneDice l’idea
TestoScena, tempo, luogo, azione, punto di vistaIl titolo e il verso che la gente ripete
Nel corso della canzoneParole nuove ogni voltaLe stesse parole ogni volta
MelodiaPiù bassa, note più breviPiù alta, note più lunghe
DensitàPiù sillabe per battutaMeno sillabe per battuta
Durata tipica (pop)8 o 16 battuteSpesso 8 battute

La strofa è la prova, il ritornello il verdetto. Se la tua strofa pronuncia già il verdetto («senza di te mi sento perso»), al ritornello non resta niente da dire. Il gancio di solito vive nel ritornello: la guida su come scrivere un ritornello copre l’altra metà di questo contrasto, e quella sulla struttura di una canzone mostra dove sta ogni sezione.

Ascolta la strofa che prepara il ritornello

Sono bozzetti didattici sintetizzati nel browser, non produzioni finite. Ognuno comincia con una battuta di click.

Dalla strofa al ritornello

Strofa → ritornello · Lam–Fa–Do–Sol → Do–Sol–Lam–Fa · 96 BPM
  • 0:02–0:12, la strofa. Accordi morbidi, niente batteria. La melodia resta bassa, tra il la sotto il do centrale e il fa sopra, con note veloci e regolari: 22 note in quattro battute, divise in due frasi da 11 che finiscono ciascuna su una nota tenuta (verso 0:06 e 0:11).
  • 0:12–0:22, il ritornello. Entra la batteria e la melodia salta dal sol a un mi acuto verso 0:14. Solo otto note in quattro battute, quasi tutte da due movimenti, e la nota più bassa del ritornello sta sopra la più alta della strofa. Il la finale è tenuto da 0:20.

Il ritornello usa gli stessi quattro accordi, solo che parte da Do invece che da Lam. La spinta viene dall’estensione, dalla durata delle note e dalla batteria, non da un’armonia nuova.

Stessi accordi, energia da ritornello

vi–IV–I–V · Lam–Fa–Do–Sol · 100 BPM

La progressione della strofa con chitarra strimpellata e batteria rock da 0:02 (accordi a 0:02, 0:05, 0:07 e 0:10, poi il loop riparte a 0:12) suona già come un ritornello. Gli accordi da soli non fanno una strofa; la fanno registro, densità e arrangiamento.

Dalla strofa al pre-ritornello al ritornello

Strofa → pre-ritornello → ritornello · Lam–Fa–Do–Sol → Rem–Fa–Sol–Sol → Do–Sol–Lam–Fa · 100 BPM

Solo accordi e arrangiamento, così senti il passaggio di consegne. La strofa (0:02–0:12) è fatta di accordi pulsanti e tranquilli, senza batteria. A 0:12 il pre-ritornello passa agli arpeggi e a una batteria leggera su Rem–Fa–Sol, e il Sol che arriva verso 0:17 resta tenuto per due battute. Quell’attesa è la tensione. A 0:21 il ritornello si risolve su Do, con chitarra strimpellata e batteria piena.

Con un pre-ritornello, la strofa non deve salire da sola. Può restare colloquiale e chiudere su un verso che apre una domanda; il pre-ritornello alza la pressione e il ritornello risponde.

Il ruolo musicale della strofa: più bassa, più fitta, meno ripetitiva

  1. Registro più basso. Parti dalla zona medio-bassa della tua voce, o il ritornello non avrà dove salire. Nell’esempio la strofa non va mai sopra il fa e il ritornello mai sotto il sol.
  2. Più parole per battuta. Note brevi, frasi che si muovono come il parlato: a un tempo medio, da 8 a 12 sillabe su due battute è normale.
  3. Meno ripetizione. Il ritornello ripete le parole; la strofa ripete una forma melodica mentre le parole cambiano. Le due frasi della strofa dell’esempio condividono un ritmo e 11 note, pronte per due versi diversi.

Tieni il gancio per il ritornello: un verso di strofa più orecchiabile del ritornello sposta l’attenzione nel posto sbagliato. La guida su come scrivere una melodia spiega come costruire la linea.

Il ruolo del testo: scena, tempo, luogo, azione, punto di vista

Il ritornello può permettersi di essere generale perché la strofa è stata precisa. Rispondi a cinque domande prima di scrivere i versi:

ElementoDomandaEsempio
ScenaCosa inquadrerebbe una telecamera?Ombrelloni chiusi, lettini impilati
TempoQuando, esattamente?Settembre, l’ultimo giorno della stagione
LuogoDove, con precisione?La riva di un lido in riviera
AzioneCosa sta facendo qualcuno?Scrive un numero su uno scontrino
Punto di vistaChi parla, a chi, in che tempo verbale?«Io» a «tu», al presente

Una strofa senza nessuno di questi elementi è una pagina di diario. Dai a ogni verso una cosa concreta e chiudi sulla tensione: una domanda senza risposta, un gesto a metà. Il ritornello è lo sfogo; la strofa ne crea il bisogno.

Esempio svolto: prima strofa, verso del ritornello e seconda strofa

L’idea: due ragazzi che hanno lavorato la stagione estiva nello stesso stabilimento balneare si salutano l’ultimo giorno. Il verso del ritornello, che è anche il titolo: «Ci vediamo a giugno».

Prima strofa, prima bozza

Mi sento triste, l’estate è finita,
non so più cosa devo fare adesso,
ho il cuore a pezzi e penso solo a te,
e tutto il resto non è più lo stesso.

La metrica quasi torna e la rima c’è, ma ogni verso nomina un sentimento invece di mostrare una situazione: niente ora, niente luogo, niente che una telecamera possa riprendere, e «il cuore a pezzi» è una frase fatta. In più dice quello che dovrebbe dire il ritornello, così «Ci vediamo a giugno» arriverebbe senza preparazione.

Prima strofa, revisione

È settembre, chiudono gli ombrelloni,
tu impili i lettini lungo la riva,
mi scrivi il numero su uno scontrino,
e il ciao mi resta in gola e non arriva.

  • Scena, tempo, luogo e azione in ogni verso, e un punto di vista fisso: «io» che parla a «tu», al presente.
  • Nessun sentimento nominato. Il numero sullo scontrino mostra la speranza; il saluto che non esce mostra il dispiacere.
  • Tensione alla fine. Tutto è chiuso tranne il saluto. Come ci si lascia? Il ritornello risponde: Ci vediamo a giugno.
  • Coerenza: 11 sillabe cantate per verso, con la sinalefe, tutti versi piani, e rima ABCB (riva / arriva).

Seconda strofa, la replica

Ripenso sempre al lido e alla riva,
agli ombrelloni chiusi e allo scontrino,
mi manchi più di quanto dico,
e non sto bene per niente.

La sindrome della seconda strofa: lo stesso lido, gli stessi oggetti, sentimenti che il ritornello dà già per scontati. Non è successo niente, quindi il ritornello torna con lo stesso significato. E con 10, 11, 9 e 8 sillabe, non sta sulla melodia della prima strofa.

Seconda strofa, revisione

È gennaio, nebbia sopra Milano,
sbiadisce il numero sullo scontrino,
dico a tutti che non ci penso affatto,
e poi controllo il mare ogni mattino.

  • Salto di tempo e di luogo: quattro mesi dopo, in città, lontano dalla riviera.
  • Conseguenza: il numero sta sbiadendo perché nessuno l’ha mai composto.
  • Zoom su un dettaglio: lo scontrino della prima strofa torna, visto da vicino, mesi dopo.
  • Contraddizione: chi parla dice di non pensarci, poi guarda com’è il mare ogni mattina.
  • Stessa forma: 11 sillabe per verso, versi piani, ABCB (scontrino / mattino), così la melodia ci sta.

Dopo la prima strofa, «Ci vediamo a giugno» è una promessa leggera tra stagionali. Dopo la seconda suona come un conto alla rovescia: l’unico appuntamento che nessuno dei due ha avuto il coraggio di anticipare.

Schemi di rima e sillabe che coincidono

SchemaVersi che rimanoEffettoAdatto a
ABCB2 e 4Sciolto, colloquialeStrofe che raccontano, come l’esempio
ABAB1–3 e 2–4Più stretto, più lavoratoVersi brevi, un risultato rifinito
AABB1–2 e 3–4Diretto, risposte rapideCanzoni veloci, rap, una strofa che accelera

Tieni nella seconda strofa lo schema della prima, così le rime cadono sulle stesse note; uno schema diverso nel ritornello aggiunge contrasto. Le rime imperfette, per esempio le assonanze come «mare / nave», vanno benissimo; scegliere una parola solo perché rima no, e le coppie più consumate (cuore / amore, sole / parole) si notano subito. Tipi di rima nelle canzoni spiega rima perfetta, imperfetta e interna.

Il primo verso della seconda strofa si canta sulle stesse note del primo verso della prima, quindi dagli lo stesso numero di sillabe, o al massimo una di differenza, con gli accenti in posizioni simili. «È set-TEM-bre, CHIU-do-no gli‿om-brel-LO-ni» e «È gen-NA-io, NEB-bia so-pra Mi-LA-no» hanno tutti e due 11 sillabe, con gli accenti sulla 3ª, sulla 5ª e sulla 10ª. In italiano conta anche la sinalefe: nella seconda strofa «dico a tutti» si canta di-coa-tut-ti, e senza fusioni «e poi controllo il mare ogni mattino» avrebbe 13 sillabe invece di 11. Incolla le due strofe nel contatore di sillabe per confrontarle verso per verso, con la sinalefe attiva, e leggi come mettere in musica un testo quando un verso ha il numero giusto di sillabe ma suona ancora storto.

La sindrome della seconda strofa: cinque rimedi

La sindrome della seconda strofa è la prima strofa con un vestito diverso. Succede perché la prima ha già speso tutte le informazioni. Fai la prova dello scambio: se inverti le strofe e la canzone ha ancora senso, la seconda non sta facendo un lavoro nuovo. Riscrivila partendo da uno di questi rimedi:

  1. Salto di tempo. Sposta l’orologio: un’ora, una stagione, dieci anni. «È gennaio, nebbia sopra Milano.»
  2. Il punto di vista dell’altro. Dai la strofa all’altra persona. «Sul treno per Bergamo ho ancora la sabbia nelle scarpe.»
  3. Conseguenza. Mostra cosa ha causato la prima strofa. «Tengo lo scontrino nel portafoglio, dietro la patente.»
  4. Zoom su un dettaglio. Prendi un oggetto della prima strofa e avvicinati. «Il tuo 3 sembra un 8, e l’ultima cifra non si legge più.»
  5. Contraddizione. Fai agire qualcuno contro quello che dice. «Ho detto che non mi importa, poi ho prenotato lo stesso lido per giugno.»

Un rimedio basta, se porta un fatto davvero nuovo. Poi leggi il ritornello dopo ogni strofa e controlla che le stesse parole ora significhino un po’ di più.

Quanto è lunga una strofa? 8 o 16 battute

Nel pop una strofa dura di solito 8 o 16 battute. A 96 BPM otto battute durano circa 20 secondi: quattro versi da due battute, come nell’esempio. Sedici battute si adattano alle canzoni che raccontano una storia e ai tempi lenti, come in tanta canzone d’autore. Con un pre-ritornello, una strofa da 8 battute spesso basta.

Nel rap la strofa standard è di 16 barre, di solito un verso per battuta, con un hook più breve tra una strofa e l’altra. La guida su come scrivere un rap spiega barre e flow nel dettaglio. In tutti e due i casi la seconda strofa di solito è lunga quanto la prima; se la accorci, togli i versi a coppie, così le rime cadono ancora al loro posto.

Esercizio: scrivi prima e seconda strofa su un solo loop

Apri il riproduttore di accordi con il loop della strofa già caricato: vi–IV–I–V in Do (Lam–Fa–Do–Sol) a 96 BPM, accordi pulsanti, niente batteria, gli stessi accordi e lo stesso tempo del primo esempio audio.

  1. Scegli un momento, scrivi in cima il verso del ritornello ed elenca cinque dettagli: scena, tempo, luogo, azione, punto di vista.
  2. Di’ i versi sopra il loop, un verso ogni due accordi. Due giri (8 battute) contengono quattro versi da 9 a 11 sillabe.
  3. Scrivi la prima strofa in ABCB, chiudendo su qualcosa di irrisolto a cui risponde il verso del ritornello.
  4. Registra una take. Usa le cuffie, così il loop non entra nel microfono, registra la prima strofa nel browser e canta o di’ il verso del ritornello subito dopo.
  5. Scrivi la seconda strofa con un dettaglio nuovo preso da uno dei cinque rimedi. Tieni ogni verso entro una sillaba dal suo gemello della prima strofa e controllalo nel contatore di sillabe.
  6. Registra la seconda strofa sullo stesso loop e ascolta le due take una dopo l’altra. Se la seconda strofa potrebbe venire prima, dalle un fatto più nuovo.

Se vuoi prima allenarti a far stare le parole su una melodia che esiste già, la melodia di esercizio della guida ai testi ha una linea su cui scrivere e registrare.

Dove entra Zoundroom

Due strofe e un verso del ritornello si perdono in fretta tra un quaderno, una scheda del browser e il telefono. In Zoundroom fai della canzone un progetto e scrivi prima strofa, verso del ritornello e seconda strofa in una sola nota. Registra ogni take cantata dentro quella nota, proprio sotto la sua strofa (l’audio viene inserito nel punto del cursore), così puoi leggere e ascoltare le due strofe una accanto all’altra. Le take scaricate dal riproduttore di accordi le puoi importare nel progetto e inserire nella stessa nota. Scrivi con qualcuno? Invitalo nel progetto e chiedigli di commentare quale seconda strofa funziona. Guarda come funzionano note e testi insieme all’audio.

Domande frequenti

Quanti versi deve avere una strofa?

Quasi tutte le strofe pop hanno 4 o 8 versi, che riempiono 8 o 16 battute a due battute per verso; le strofe rap sono di solito di 16 barre, circa 16 versi. Soprattutto, la seconda strofa deve avere tanti versi quanti la prima, per stare sulla stessa musica.

Prima e seconda strofa devono avere la stessa melodia?

Di solito sì, con piccoli cambiamenti come una nota in levare in più o una nota tenuta divisa in due per far stare una parola. Una melodia tutta nuova rende la canzone più difficile da imparare; per variare, cambia l’ultimo verso o l’arrangiamento.

Che differenza c’è tra strofa e ritornello?

La strofa cambia parole ogni volta e racconta la storia; il ritornello ripete le stesse parole e dice l’idea principale, di solito con il titolo. La strofa tende a stare più in basso e ad avere più parole, il ritornello più in alto, con note più lunghe e più energia.

Come si comincia una strofa?

Nel mezzo di una scena, con un tempo, un luogo o un’azione: «È settembre, chiudono gli ombrelloni» ti mette subito sulla spiaggia. Se sei bloccato, chiediti cosa è successo un attimo prima che qualcuno dicesse il verso del tuo ritornello: quel momento è la tua prima strofa.