← Torna al blog

Come scrivere una canzone di addio o per la pensione di un collega

Pubblicato

Scrivi una canzone di addio o per la pensione di un collega, di una maestra o di un amico: aneddoti, ironia che non ferisce, melodia nota o tua, testo e modello.

Una piccola festa d’addio in ufficio, vicino alla finestra: un collega con una chitarra acustica a sei corde canta per una collega più anziana che sorride con un mazzo di fiori in mano, mentre alcuni colleghi applaudono alle loro spalle vicino a dei palloncini, e una torta con le candeline è appoggiata su una scrivania

Per scrivere una canzone per la pensione di un collega, parti da cinque aneddoti veri della vita d’ufficio (la frase che ripete sempre, la battuta del reparto, la cosa che solo lui sa aggiustare), non da «ci mancherai tantissimo». Metti l’ironia nelle strofe e tieni la sincerità per l’ultimo ritornello. Poi scegli la musica: un testo nuovo su una melodia di pubblico dominio che tutti conoscono, come «Fra Martino» o «Auld Lang Syne», la strada più rapida per cantare in gruppo, oppure una melodia tua su tre o quattro accordi. Metti il nome e la sua frase in un ritornello corto che tutto l’ufficio possa cantare, punta a due o tre minuti, prova con due o tre colleghi, stampa il testo per tutti e cantala alla festa di pensionamento, oppure registrala in un video con il telefono.

Più sotto: i sette passaggi, cosa cambia per una pensione, un cambio di lavoro, l’addio a una maestra o a un amico che si trasferisce, le domande da far girare tra i colleghi, le regole di un’ironia che non ferisce, come adattare un testo nuovo a una melodia nota (e cosa dice la legge), un esempio completo con accordi e due esempi audio, un modello da copiare e come cantarla o registrarla. Non serve saper leggere la musica.

Come scrivere una canzone di addio in 7 passaggi

  1. Pensa all’occasione e al pubblico. Una pensione dopo trent’anni, un cambio di azienda e l’ultimo giorno di una maestra chiedono canzoni diverse.
  2. Raccogli aneddoti in segreto. Chiedi un ricordo a cinque o sei colleghi, senza che la persona lo sappia.
  3. Scegli il tono. Strofe ironiche e un finale sincero funzionano per quasi ogni addio.
  4. Scegli la melodia: una di pubblico dominio, la parodia di un successo oppure una tua.
  5. Scrivi un ritornello che tutti possano cantare, con il nome e, se ce l’ha, la sua frase di sempre.
  6. Scrivi due o tre strofe brevi, un aneddoto per strofa, e chiudi con quello che la aspetta.
  7. Prova tre volte, stampa il testo e cantala alla festa, oppure registrala se qualcuno non può esserci.

Ogni passaggio è spiegato qui sotto, con un esempio da adattare.

Pensione, nuovo lavoro, maestra o trasloco: cosa cambia

OccasioneDi cosa parla la canzoneTono che funzionaAttenzione a
Pensione dopo tanti anniLa carriera in tre scene e quello che farà adessoStrofe ironiche, ultimo ritornello riconoscenteBattute sull’età, sulla salute o sull’importo della pensione
Collega che passa a un’altra aziendaQuello che mancherà alla squadra, una strizzata d’occhio al nuovo lavoroPresa in giro leggeraPerché se ne va, il capo, lo stipendio
Maestra che va in pensione o fine anno scolasticoLa cantano gli alunni, i colleghi o tutti e dueSemplice e affettuoso con i bambini; ironia da sala insegnanti tra colleghiUna melodia troppo difficile per i bambini
Amico che si trasferisce lontanoI posti condivisi, la promessa di andarlo a trovareTenero, con un sorrisoFar piangere tutta la festa per tre minuti

In una canzone per la pensione, quello che commuove di più di solito è ciò che la persona faceva per gli altri: quella che sapeva tutti i compleanni, quello che aggiustava la fotocopiatrice, quella che ha insegnato il mestiere a mezzo ufficio. Per un collega che passa a un’altra azienda, meglio qualcosa di più breve e leggero: una strofa sulla scrivania che lascia e una sulla nuova bastano.

Passaggio 1: raccogli gli aneddoti (senza farti scoprire)

Scrivi in privato a cinque o sei colleghi, oppure crea un gruppo senza la persona, e fai a ognuno una di queste domande. Chiedi un vocale se scrivere li annoia: le storie si raccontano meglio a voce.

ChiediA cosa serve nella canzone
Che frase dice sempre?Il miglior verso da ritornello che esista
Qual è l’aneddoto su di lui che raccontano tutti?Una strofa con un inizio e una fine
Cosa sa aggiustare, trovare o spiegare solo lei?Il ritornello «e adesso chi lo fa?»
Cosa portava in ufficio: caramelle, musica, una pianta, una tazza?Un oggetto concreto per una strofa
In che anno è arrivata, e com’era tutto allora?Una prima strofa che apre la scena
Cosa farà adesso: viaggiare, l’orto, un altro lavoro, niente di niente?L’ultima strofa
Cosa ti ha insegnato?L’ultimo ritornello, quello sincero

Raccogli dieci risposte e tienine quattro o cinque. Quelle che non usi finiscono nel biglietto.

Ironia che non ferisce: le regole di una canzone di addio

L’obiettivo è una sala che ride con la persona, e lei che ride per prima. Prima di tenere un verso, fallo passare da tre prove:

  • La racconterebbe lei stessa? Se è una storia che adora raccontare, puoi cantarla.
  • Farebbe ridere anche con la sua famiglia presente? Alle feste di pensionamento il marito, la moglie e i figli sono spesso in prima fila.
  • La capiscono tutti? Una battuta interna che capiscono in tre lascia quaranta persone a sorridere per educazione.

Cosa funziona di solito: le battute su quanto la squadra dipende da lei («e adesso chi aggiusta la fotocopiatrice?»), le manie innocue (la mail delle 17:59, l’agenda in quattro colori), gli oggetti dell’ufficio e i disastri superati tutti insieme. Cosa è meglio lasciare fuori: l’età, la salute, l’aspetto fisico, i soldi e la pensione in sé, la vita privata, i conflitti con la direzione e qualsiasi cosa sui motivi dell’addio.

La forma che funziona meglio: due o tre strofe ironiche e un ultimo ritornello che diventa sincero. Le risate ti danno il diritto di dire grazie, ed è il grazie che si ricorderà.

Melodia nota o melodia tua? (e i diritti)

OpzionePerché sceglierlaIl problemaPubblicare il video
Testo nuovo su una melodia di pubblico dominio («Fra Martino», «Auld Lang Syne»)La conoscono tutti, tutta la sala cantaSuona da filastrocca o da Capodanno, e fa parte della battutaNessun problema di diritti per la melodia
Testo nuovo su un successo attuale (parodia)La risata immediata del riconoscimentoI versi devono cadere al punto giusto, e la canzone resta protettaZona grigia: controlla prima
Una melodia tuaSi adatta al tuo testo ed è tutta tuaServono alcune proveÈ tua, puoi pubblicarla

Come adattare un testo nuovo a una melodia nota. Conta le note di ogni frase della melodia, scrivi un verso con lo stesso numero di sillabe cantate e metti gli accenti dove la melodia si appoggia. «Fra Martino» è la più facile: quattro frasi di quattro, tre, sei e tre note, e ogni frase si ripete. È una melodia tradizionale (compare in un manoscritto francese intorno al 1780, dove si chiama «Frère Jacques») e si canta a canone, quindi la festa diventa un piccolo spettacolo: tre gruppi entrano uno dopo l’altro. Un canone per Franca:

Cara Franca, cara Franca,                    (4 + 4)
te ne vai? Te ne vai?                        (3 + 3)
Ferie tutto l’anno, ferie tutto l’anno,      (6 + 6)
viva te! Viva te!                            (3 + 3)

Controlla ogni verso con il contatore di sillabe per testi e cantalo ad alta voce: se devi infilare due sillabe in una nota, togli una parola. Ricorda la sinalefe: quando una parola finisce per vocale e la successiva comincia per vocale, nel canto le due sillabe vanno spesso su una nota sola. Lo stesso metodo funziona con «Auld Lang Syne», la melodia scozzese degli addii e dei diplomi, con il testo di Robert Burns (1788) su una melodia tradizionale. In Italia molti la conoscono come «Il valzer delle candele», il nome che le viene da un film americano del 1940, dove è riarrangiata in tre quarti anziché nei quattro quarti originali. Scrivi i tuoi versi sulla versione che il tuo gruppo conosce.

I diritti, in breve. La legge italiana sul diritto d’autore (legge 633/1941) non ha un’eccezione espressa per la parodia. La Cassazione, con l’ordinanza 38165 del 30 dicembre 2022, l’ha ricondotta all’articolo 70, quello sulla critica e la discussione: la parodia è lecita se è un’opera autonoma, con differenze percepibili dall’originale, un intento umoristico o critico, e se non fa concorrenza all’opera parodiata. I problemi di solito cominciano quando pubblichi: se canti sulla registrazione originale o su una base karaoke, quella registrazione ha diritti propri, e i sistemi di riconoscimento delle piattaforme possono silenziare o rimuovere un video anche se pensi di essere nel giusto. Questa non è una consulenza legale. La regola semplice: per un video da pubblicare, una melodia di pubblico dominio o una melodia tua ti tolgono ogni dubbio. La situazione di «Tanti auguri a te» è spiegata in come scrivere una canzone di compleanno.

La tua melodia: due giri di accordi per cominciare

Se preferisci una melodia tua, basta un solo giro di accordi. Per una canzone da festa, tre accordi e una pennata regolare:

I–IV–V–IV · Sol–Do–Re–Do (G–C–D–C) · 112 BPM

Cosa ascoltare: dopo il conteggio (0:00–0:02), i quattro accordi passano una volta da 0:02 a circa 0:11 e poi di nuovo fino alla fine, con chitarra in pennata e batteria rock. È l’energia di una canzone su cui tutta la sala batte le mani. Apri gli stessi accordi a 112 BPM nel riproduttore, canta sopra il testo del ritornello e registra ogni tentativo.

Per qualcosa di più dolce, come un amico che si trasferisce o un ultimo ritornello che diventa sincero, prova il giro I–vi–IV–V:

I–vi–IV–V · Do–Lam–Fa–Sol (C–Am–F–G) · 84 BPM

Cosa ascoltare: dopo il conteggio, il giro passa una volta da circa 0:03 a 0:14 e poi di nuovo fino alla fine, in arpeggio su un ritmo da ballata. Più lento e più caldo, e altrettanto facile da cantare. Sono entrambi esempi didattici sintetizzati, non registrazioni finite.

Tieni la melodia più o meno dentro un’ottava, così anche i colleghi che non cantano mai riescono a seguirla, e controlla che vada bene per la voce di chi guida con in che tonalità cantare. Se in ufficio nessuno suona uno strumento, come scrivere una canzone senza strumento mostra la strada dal canticchiare agli accordi.

Esempio completo: «Chi aggiusterà la fotocopiatrice?»

La storia: Franca va in pensione dopo trentasei anni all’ufficio anagrafe del Comune. È arrivata nel 1990, teneva in borsa una forcina che sbloccava qualsiasi fotocopiatrice, sapeva i compleanni di tutti e i codici di ogni porta, una volta ha resuscitato la macchinetta del caffè con un colpetto, teneva sempre pieno il barattolo delle caramelle e ripeteva: «Non facciamone un dramma!». Adesso la aspettano l’orto e il camper. Tutta la canzone gira su Sol–Do–Re–Do (G–C–D–C), un accordo per battuta a circa 112 BPM, quindi ogni verso occupa due accordi.

Strofa 1 (l’inizio)

Sol                       Do
Sei arrivata nel novanta,
Re                Do
il fax era il re,
Sol                         Do
con una forcina nella borsa
Re                       Do
aggiustavi tutto, credi a me

Ritornello (tutti)

Sol                                     Do
Chi aggiusterà la fotocopiatrice, Franca?
Re                                       Do
Chi riempirà il barattolo delle caramelle?
Sol                                   Do
Dicevi sempre: «Non facciamone un dramma!»
Re                   Do                     Sol
Troppo tardi, Franca: melodramma e ciambelle!

Strofa 2 (l’aneddoto che raccontano tutti)

Sol                         Do
Sapevi i compleanni di tutti
Re                      Do
e i codici di ogni porta,
Sol                                     Do
e la macchinetta del caffè in sciopero
Re                            Do
con un colpetto tornava risorta

Ritornello, poi la strofa su quello che viene:

Strofa 3 (adesso)

Sol                     Do
Adesso il lunedì è tuo,
Re                       Do
l’orto, il camper e il mare,
Sol                                   Do
e se si inceppa la fotocopiatrice…
Re                              Do
promesso: proveremo a non chiamare

Ultimo ritornello (più lento, solo chitarra: la svolta)

Sol                                     Do
Chi aggiusterà la fotocopiatrice, Franca?
Re                       Do
Ce la caveremo, vedrai.
Sol                              Do
Trentasei anni a badare a noi:
Re                         Do              Sol
adesso riposati, te lo meriti, sai.

Perché funziona: ogni strofa ha dettagli che appartengono solo a Franca (il 1990, la forcina, la macchinetta del caffè, l’orto). Le battute parlano di quanto la squadra ha bisogno di lei, mai della sua età. La sua frase di sempre trova la chiusa già nel primo ritornello: non voleva drammi, e si ritrova un melodramma con tanto di ciambelle. L’ultimo ritornello tiene il primo verso, perché la sala lo riconosca, e lo trasforma in un grazie. I versi pari rimano (re e me, porta e risorta, mare e chiamare), e il ritornello è abbastanza corto da poter essere letto su un foglio da quaranta persone. Cantata tutta, dura circa due minuti e mezzo. Per cercare rime a partire da una parola chiave, apri il rimario con «addio» già inserito, e per le rime che non suonano forzate leggi come fare le rime nelle canzoni.

Modello da copiare

Riempi le parentesi e togli tutto quello che potrebbe descrivere un’altra persona.

Titolo: [la sua frase di sempre, oppure «Chi ___ adesso?»]
Occasione: pensione / nuovo lavoro / maestra / amico che si trasferisce
Accordi: Sol–Do–Re–Do (G–C–D–C), 100–120 BPM · ultimo ritornello più lento

Strofa 1 (l’inizio)
[L’anno in cui è arrivata]
[Com’era il posto allora]
[Qualcosa che aveva o faceva sempre]
[Cosa aggiustava, salvava o cambiava]

Ritornello (tutti)
Chi [una cosa che fa solo lei], [nome]?
Chi [un’altra cosa che fa solo lei]?
[La sua frase di sempre]
[La chiusa: perché questa canzone infrange la sua regola]

Strofa 2 (l’aneddoto che raccontano tutti)
[Dove e quando]
[Cosa è successo]
[Cosa ha fatto lei]
[La chiusa]

Strofa 3 (quello che viene)
[La nuova routine: viaggi, l’orto, un altro lavoro]
[Una battuta gentile sulla squadra senza di lei]

Ultimo ritornello (la svolta)
[Lo stesso primo verso]
[Ce la caveremo]
[Quello che ha dato alla squadra]
[Il tuo augurio per lei]

Prima di provare, controlla:

  • Ogni strofa ha almeno un dettaglio che va bene solo per questa persona.
  • Niente potrebbe metterla in imbarazzo davanti alla famiglia o al capo.
  • Il ritornello torna almeno tre volte, e tutti hanno il testo.
  • Dura meno di tre minuti.
  • Qualcuno l’ha cantata ad alta voce, in piedi, almeno cinque volte.

Canzone per la maestra che va in pensione o per la fine dell’anno scolastico

L’addio a una maestra ha spesso due pubblici. I colleghi possono cantare una versione da sala insegnanti, con la gita andata storta, le fotocopie del lunedì e la plastificatrice che sapeva usare solo lei; lo stesso vale per una collaboratrice scolastica o per il dirigente. I bambini hanno bisogno di altro: versi corti, tante ripetizioni, un gesto per ogni verso e poche note diverse. Vale anche per la recita di fine anno, in quinta o all’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Come scrivere una canzone per bambini spiega il lessico, l’estensione della voce e i gesti per età.

Il canone su «Fra Martino» funziona con qualsiasi classe. Una versione per la maestra Anna:

Maestra Anna, maestra Anna,
parti già? Parti già?
Vacanze per sempre, vacanze per sempre,
ciao ciao ciao, ciao ciao ciao.

Qui serve la sinalefe: «maestra» ha tre sillabe, ma «-stra» e «An-» si fondono, quindi «maestra Anna» si canta su quattro note. Falla cantare una volta tutti insieme e poi a canone, in due gruppi. Se la maestra va in pensione a fine anno, l’ultimo giorno di scuola o la festa di fine anno sono il momento naturale; per i colleghi, la festa di pensionamento. Stampa il testo con gli accordi per chi suona con il creatore di testi con accordi, gratuito. Se è la classe a scrivere tutta la canzone, la guida per la canzone per la maestra ha un metodo per lavorare con i bambini e un esempio completo.

La stessa struttura funziona per un amico che si trasferisce: nelle strofe, i posti condivisi; nel ritornello, una promessa («il divano è tuo quando torni»). Per canzoni dedicate ad altre persone della tua vita, leggi come scrivere una canzone per qualcuno.

Come cantarla alla festa (o registrarla)

  1. Scegli un piccolo gruppo che guidi. Da tre a cinque persone cantano le strofe e tutti entrano nel ritornello. Nessuno deve cantare bene: conta più la sicurezza dell’intonazione.
  2. Distribuisci il testo, stampato in caratteri grandi o su uno schermo, con il ritornello in grassetto.
  3. Trova il momento. Dopo i discorsi e prima del regalo comprato con la colletta di solito funziona. Di’ a chi organizza quanto dura.
  4. Tieni il tempo. Batti la velocità delle prove nel metronomo online con tap tempo e, se nessuno suona, fai partire il giro del riproduttore di accordi su una cassa.
  5. Prova tre volte, una nella sala vera se puoi, e decidi chi dà l’attacco.
  6. Colleghi in smart working o un video a sorpresa? Fai registrare un verso a ciascuno, oppure registra il gruppo che guida in una sola take. Il registratore vocale online gratuito registra nel browser con un conto alla rovescia, tiene più take e ti fa scaricare quella che preferisci; non viene caricato niente. Le impostazioni del telefono e gli errori più comuni sono in come registrare una canzone con il telefono.
  7. Regalale il testo dopo, firmato da tutti. È la parte del regalo che resta.

Dove entra Zoundroom: aneddoti, testo e take in un solo progetto

Una canzone di addio arriva a pezzi: aneddoti sparsi in una dozzina di messaggi privati e vocali, un testo sul portatile di qualcuno e una melodia del ritornello che esiste solo nella testa di chi l’ha canticchiata in ascensore. In Zoundroom ogni canzone è un progetto con registrazioni, testi, note e file: creane uno che si chiama «Chi aggiusterà la fotocopiatrice?», importa i vocali che ti hanno mandato i colleghi, scrivi il testo in una nota e registra la melodia del ritornello dentro quella nota, dove l’audio si inserisce nel punto del cursore, proprio sotto i versi. Tieni le take delle prove nello stesso progetto e condividilo con chi guiderà il canto. Free condivide con fino a due artisti; Pro con fino a quattro e aggiunge il feedback con marcatura temporale, così chi ha Pro o Band può segnare il secondo esatto in cui la seconda strofa comincia a correre. Lo stesso account funziona su iPhone, Android e web. Cosa non fa: Zoundroom non genera audio, non ha strumenti virtuali né basi, e non è il posto dove si mixa e si masterizza una versione finale curata (per quello c’è una DAW come GarageBand o BandLab). Non monta nemmeno il video. Il tuo prossimo passo: crea il progetto oggi e incolla i primi tre aneddoti prima che la data della festa ti arrivi addosso.

Domande frequenti

Posso usare la melodia di una canzone famosa per un addio?

Lo fanno in tanti. In Italia la parodia non ha un’eccezione espressa, ma la Cassazione la considera lecita quando è un’opera autonoma e umoristica, ben distinta dall’originale. Pubblicare il video è un’altra storia, soprattutto se canti sulla registrazione originale o su una base karaoke. Una melodia di pubblico dominio o una melodia tua evitano il dubbio. Questa non è una consulenza legale.

Quanto deve durare una canzone di addio per un collega?

Fra due e tre minuti: due o tre strofe e un ritornello che torna tre volte. Un canone su «Fra Martino» dura meno di un minuto ed è un’ottima apertura prima dei discorsi.

Quali frasi divertenti posso mettere in una canzone per la pensione?

Scrivi le tue a partire dai suoi aneddoti, ma queste forme funzionano: «Chi ___ adesso?», «Basta ___, basta ___» e «Ti chiameremo quando ___ (no, scherziamo)». Per esempio: «Basta riunioni che potevano essere una mail», «Anche la tua sveglia va in pensione» oppure «La macchinetta del caffè è in lutto».

Non so cantare. Posso farlo lo stesso?

Sì. Recita le strofe a ritmo sul giro di accordi e lascia che tutti cantino il ritornello, oppure registrala prima con la voce migliore della squadra. Gli aneddoti fanno il resto.

Un’intelligenza artificiale può scriverla al posto mio?

I generatori di IA creano una canzone completa a partire da una descrizione, ma la voce e la melodia non saranno tue, e la canzone saprà solo quello che hai scritto. Quello che fa reagire una sala sono i dettagli e la squadra che canta insieme. Se usi l’IA, usala per cercare rime, e tieni i tuoi aneddoti e la tua melodia.

Fonti

Pagine consultate il 2 ottobre 2026.

  • Wikipedia (in inglese), «Frère Jacques»: melodia tradizionale; prima versione in un manoscritto francese intorno al 1780, prima pubblicazione nel 1811 secondo James Fuld; versione italiana «Fra Martino»; tradizionalmente cantata a canone. en.wikipedia.org
  • Wikipedia (in inglese), «Auld Lang Syne»: testo di Robert Burns (1788) da una canzone più antica; melodia tradizionale documentata per la prima volta nel 1799; cantata negli addii, alle cerimonie di diploma e ai raduni scout. en.wikipedia.org
  • Wikipedia, «Auld Lang Syne»: in Italia è nota come «Il valzer delle candele», dal film americano del 1940, in un riarrangiamento in tre quarti; usata a Capodanno e nello scoutismo. it.wikipedia.org
  • Albertini Law Firm, «La Cassazione sulla parodia nel diritto d’autore» (7 gennaio 2023): Cass. ord. 38165 del 30 dicembre 2022; la legge 633/1941 non ha un’eccezione espressa per la parodia, ricondotta all’articolo 70; requisiti di autonomia, differenze percepibili, intento umoristico e assenza di concorrenza con l’originale. albertinilawfirm.eu